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ALBEROBELLO, LA CAPITALE DEI TRULLI

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CASTELLANA, LE GROTTE

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SAVELLETRI DI FASANO, IL MARE

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PUTIGNANO, IL CARNEVALE

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LOCOROTONDO

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LOCUS FESTIVAL LOCOROTONDO

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FASANOLANDIA

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OSTUNI, LA CITTA' BIANCA

Locorotondo La Sagra Pirotecnica

fuochiNella notte fra il sedici ed il diciassette agosto, si svolge la gara pirotecnica assai attesa dai locorotondesi e dalle migliaia di entusiasti spettatori che ogni anno accorrono da ogni parte.
La gara, l’incruenta sparatoria, s’ingaggia in genere fra tre o quattro rinomati fuochisti, nomi di grido dell’arte pirotecnica meridionale che si sfidano all’ultima calcasse per ricevere sì il premio, ma soprattutto il fragoroso e gratificante applauso che l’enorme folla tributa calorosamente al vincitore.
Quando nella cassa armonica, la banda musicale conclude intonando le ultime note delle immortali arie operistiche, tutta la gente, ovunque si trovi, come attratta da un irresistibile richiamo, con passo svelto si porta in via Nardelli (Lungomare) e mentre nel paese si smorzano le luminarie, nell’aria della notte rintronano i primi botti di richiamo.
La Valle d’tria è il suggestivo sfondo per questo spettacolo da non perdere, anche se il sonno e la stanchezza si fanno sentire; una gradevole brezza notturna rinfresca e rinfranca la fiumana di gente che ormai ha preso posto.
Negli ultimi anni, il forte afflusso di persone forestiere ha finito per rendere inadeguato la pur lunga via Nardelli, ma il previdente troverà opportunamente posto nei vialetti adeguatamente approntati che tagliano obliquamente il pendio della collina fino a raggiungere la chiesetta di San’ Anna e quindi via Martina Franca.
La soddisfazione per lo spettacolo concilierà il sonno ristoratore. L’indomani, però, troverà i più esperti a discutere sulla musicalità degli spari o sulla cromaticità di alcune rose.

San Rocco, il Santo Patrono

La festività del santo Protettore, per molteplici motivi, non ultimo il periodo nel quale si festeggia, (16 agosto) coinvolge a tal punto la cittadinanza, che i locorotondesi residenti all’estero, per l’occasione, fanno di tutto per ritornare al proprio paese.
Il santo di Montpellier visse la sua breve, ma intensa esistenza nell’Italia del XIV secolo, in vita non compì miracoli però acquisì straordinaria fama di prodigi contro la peste dopo la morte, peste che lo aveva colpito, in vita, e dalla quale era uscito indenne.
Ben presto il culto e la venerazione del Santo s’allargarono a macchia d’olio, in tutta Italia nei secoli successivi, e giunsero anche dalle nostre parti all’inizio del ‘500, forse introdotti dalla Repubblica di Venezia; di quel periodo è l’edificazione a Locorotondo di una piccola chiesetta dedicata al santo protettore dalla peste. Culto e devozione s’accrebbero per la mancata peste del 1691 e così rafforzati sono giunti sino a noi.
locorotondo-centroIl periodo ferragostano pullula, quindi, di numerosissime iniziative e manifestazioni, ne segnaleremo un paio particolarmente attraenti e significative: la prima a Diéne per le genuine ed arcaiche suggestioni che riesce ad evocare; la seconda, la Sagra Pirotecnica per l’effimera bellezza di un’arte minore.
La festa vera e propria abbraccia tre giornate: il 15, il 16 ed il 17 agosto. Tutto il paese avverte già qualche giorno prima, con l’arrivo dei forestieri e dei paesani residenti all’estero, il crescente fermento che coinvolge un pò tutta la popolazione. Il 15, ferragosto, prova generale, il paese è addobbato da una variopinta illuminazione, da tantissime bancarelle e da una folla multiforme propria delle sagre paesane.
La popolazione si prepara al giorno del Santo, che inizia nel primissimo mattino con la Diana, poi in chiesa con i solenni riti religiosi e per le strade con le lunghe processioni, fino a tarda notte con le bande musicali ed i fuochi d’artificio. Tradizionalmente il 16 agosto è il cosidetto san Rocco dei locorotondesi, una festa tutta delicata ai paesani che scorre a ritmi più blandi, più intimi.
Il ciclo festivo si conclude a tavola con la caratteristica scorpacciata di gnumerèdde rosse ed agnellone al fornello, una gustosa specialità locorotondese.

Il Locus festival

locusNel 2014 il Locus festival ha compiuto 10 anni: un traguardo significativo, per un festival che si è sempre distinto nel panorama italiano con un perfetto equilibrio tra qualità e popolarità delle proposte, posizionandosi fra i festival musicalmente più all’avanguardia in Italia.

Una solida fan-base di utenti affezionati, sa che al Locus festival c’è sempre da scoprire qualcosa di interessante. Spesso in questi anni abbiamo programmato artisti in lieve anticipo rispetto ad una loro successiva popolarità mediatica (Aloe Blacc, Fat Freddy’s Drop, Luca Sapio, Raphael Gualazzi, Robert Glasper, Laura Mvula…) ma senza disdegnare proposte pop qualitativamente degne del Locus (Battiato, Malika Ayane, Sergio Cammariere, Nina Zilli, Negramaro…). Da noi sono passate giovani star come Kings Of Convenience, Esperanza Spalding, Seun Kuti, ma anche vecchi leoni come Gil Scott-Heron, Enrico Rava, Mulatu Astatke… e tanti altri grandi come David Byrne, Paolo Fresu, Vinicio Capossela, Cody Chesnutt, Stefano Bollani, Gregory Porter… solo per citarne alcuni. Non sono mancati dj come Rob Garza di Thievery Corporation, Nicola Conte, Gilles Peterson, e intriganti proposte d’avanguardia come Thundercat, Austin Peralta e The Bad Plus.

Il Locus è partito da una dimensione locale nel 2005, nel piccolo e accogliente centro storico circolare di Locorotondo, ma subito con una evidente ispirazione globale sviluppata con amore e dedizione lungo questi dieci anni. Tutto nel Locus, dal nome stesso, al logo, al cartellone artistico ed al contesto territoriale è “glocal”: nella valorizzazione del luogo si apre alla globalità artistica, al turismo consapevole, al superamento dei confini geografici, anagrafici, economici, stilistici. 

Ai grandi concerti sul palco, si affiancano iniziative di valorizzazione della tradizione enogastronomica nel territorio, incontri letterari e di cultura musicale, azioni di contenimento dell’impatto ambientale.

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